Capitolo 15
Condanna Eterna
Non sapendo come proseguire la conversazione, i due trascorsero dei lunghi minuti in imbarazzante silenzio. Finché gli occhi di Glenda non si posarono sul quadro.
Vi era ritratto Xylnius il Freddo che impugnava Lyod e sembrava usarlo come una gigantesca penna con cui scriveva su una grossa pietra azzurra il suo nome, con la punta che stava concludendo la punta della esse, sulla pietra erano impressi degli strani simboli impossibili da decifrare, sembravano geometrici e simili l’uno all’altro. Alla destra dell’araldo vi era l’indefinita figura di Ryodal formata da puro gelo e freddo, dagli occhi blu scuri glaciali dal taglio sottile, il corpo massiccio simile a quello di una valanga travolgente, vaporoso e in continua espansione, che sembrava nutrirsi del freddo che aleggiava nell’aria. Il primordiale stava allungando il suo gelido dito verso la pietra, poco al di sotto del nome di Xylnius, incidendo col ghiaccio grafemi del tutto simili a quelli della parte superiore. La pietra era racchiusa da due colonne di ghisa, che sostenevano un tetto di tegole scure, che a Glenda ricordavano quelle di un gazebo, che tra l’altro le trasmetteva un certo senso di familiarità. Al fianco di Xylnius, vi era una donna dai lunghi capelli biondi, avvolti da una lunga treccia arrotolata dietro alla nuca, con indosso una bardata armatura nera egriliana e un lungo mantello azzurro di pelliccia bianca maculata, che osservava la pietra con i suoi occhi gelidi, mentre al fianco di Ryodal vi era un’altra donna che sembrava ultraterrena, con la sua pelle bianca dalle gradazioni azzurre come le sfumature della neve al sole, con dei lunghi capelli azzurri annodati in una treccia che le scendevano fin dietro la schiena, sembrava avere lo sguardo assente, a causa dell’assenza di pupille, sebbene sorridesse. Indossava degli strani vestiti simili a una tunica leggera, forse troppo per quell’ambiente, che coprivano le braccia, lasciando però scoperte le mani e le gambe, candide come i ghiacciai che si intravedono dalle finestre sulle lontane montagne.
«La firma del patto... Non avevo mai visto la versione egriliana...» commentò Glenda.
Bryce guardò il quadro «Ah... sì... È uno degli eventi che ha fondato la nazione di Egril» poi annuì distrattamente «Perché? La versione di Scavandria, com’è?»
«Prima di tutto...» cominciò estasiata Glenda «Il posto è diverso, è incastonato nella pietra grigia, non in questa specie di gazebo. E poi ovviamente ci sono Gehult e Briann a firmare il patto, inoltre ci sono i nove campioni e Brigit, la moglie di Briann.»
«Umpf... quanta gente... sembra molto più caotico rispetto alla nostra...» borbottò Bryce. Glenda mise la bocca a beccuccio «Beh... il territorio dell’Alleanza è anche più vasto e formato da un maggior numero di popoli, rispetto all’impero, che invece ha una storia più lineare...» poi ci pensò per un attimo «Ah! E mi pare che anche il testo, ricordo fosse più corto... ma credo che l’artista si sia preso alcune libertà...»
Bryce le scoccò un’occhiata offesa «Lineare? Solo perché risulta meno complessa, non significa che sia meno importante!» bofonchiò con un pizzico d’invidia «L’Impero di Egril è ricco di storia! La Firma dell’Antico Patto ritratto qui, il Gelido Duello e la nascita di Xylnius sul fiume Usr, sono le scene più importanti della storia di Egril» rispose impettito «Ogni artista ne dà la sua interpretazione, ma tutti i nesiani dovrebbero conoscere l’importanza di tali eventi... e averne una rappresentazione per lo meno grafica...»
«Gelido Duello? Quello in cui Ryodal morì?» domandò Glenda.
«Ryodal...? Assolutamente no!» esclamò indignato Bryce «Ma come ti è venuta un’idea così balzana in testa? Mi sorprende che a Scavandria non vi insegnino correttamente un evento di importanza mondiale!»
Glenda alzò gli occhi al cielo e gli scoccò un’occhiata indisponente «Ma quante sciocchezze! È solo nell’impero che forse ha suscitato qualche conseguenza di poco conto... Il Torneo di Gehult, quello sì, che è stato davvero importante! Quell’evento fu la prima volta che si manifestò la magia su Nesia e inoltre fu decretata la superiorità di Briann come araldo dell’elettricità!»
Bryce fece un sorrisetto divertito «Quanta vanagloria... Qui si creò la resistenza contro il Dormiente in persona! Qui furono fatti gli uomini veri, che resistettero ai primordiali! L’importanza del Gelido Duello è incommensurabile! Voi vi siete solo piegati alla potenza del primordiale e solo grazie a noi dell’impero che vi liberaste dal giogo del Dormiente!»
Glenda spalancò la bocca «Ma sentilo! Briann e Gehult non andarono mai d’accordo, questo persino uno zotico imperiale dovrebbe saperlo! Altro che sottomissione! Fu un altro il campione prescelto da Gehult, ma Briann contrastò quella decisione poiché capì immediatamente che il primordiale servendosi di Hjalmar, il campione che Gehult aveva scelto, voleva dominare uomini, donne, umani e bake e l’araldo sconfisse eroicamente il campione manovrato dalle sue malefiche manie di conquista...»
«Umpf... Briann ha solo sconfitto un essere vivente, bake o umano che fosse, al contrario il nostro Xylnius ha sconfitto un essere sovrannaturale che congelava il sangue nelle vene e inoltre è stato grazie a lui che abbiamo potuto resistere ai primordiali!» rispose impettito.
Diamine è insistente... però... questa conversazione è stimolante!
«Secondo me dovresti prendere due lezioni del maestro. Furono gli statici dell’Alleanza a iniziare a riunire gli sfuggenti, i rischiaratori e abbiamo dovuto distruggere i mostri della zona occidentale di Nerim e Omora come i laarth. Grazie ai nove eroi abbiamo scacciato i mostri e reso sicure le nostre terre!»
Bryce sorrise divertito. Glenda arrossì violentemente e si ammutolì all’istante.
Per Gehult! Q-Questo è giocare sporco!
Lui si sollevò dalla poltrona e andò a prendere un libro «Ah... mia cara Glenda, ce ne sono di cose che dovresti imparare sulla nostra storia...» e quando tornò le porse un libro con il simbolo del ghiaccio al centro e una miniatura con Xylnius che trafiggeva il cuore di Ryodal con sopra scritto in oro Il Gelido Duello.
Glenda aprì avidamente il tomo e ne tastò le pagine con il pollice e l’indice. Avevano una consistenza spessa e delicata sulle dita, erano lavorate in maniera tale da non tagliare la pelle. È una bella sensazione... Cominciò a sfogliare e notò che in alcune pagine erano riportate delle illustrazioni e che ogni inizio capitolo la prima lettera maiuscola era miniata con arzigogolate decorazioni. «È proprio un bel libro! È proprio da... collezione...»
«Ti piace?» domandò Bryce con un sottile tono di compiacimento.
Glenda annuì «Sì. La lettura è uno dei miei passatempi preferiti e avevo una massiccia collezione di libri ben rilegati e miniati con cura...» esitò «...alcuni anni fa...» e sorrise amaramente.
Bryce annuì e assottigliò le labbra. Le chiuse il libro, poggiando le mani sulle sue. Erano rovinate e callose di chi era abituato a portare pesi molto pesanti. Erano grandi e calorose, capaci di spezzare l’acciaio, ma in quel momento la presa era come una lieve carezza, come una coperta in una piovosa sera d’autunno, che proteggeva dai soffi gelidi del tempo esterno. Glenda si sentì avvampare molto più di quanto avesse immaginato.